Benvenuti nel sito

Benvenuti nel sito - DEDALEA S.r.l. - Consulenza
INIZIATIVA “DEDALEA”

DEDALEA S.r.l. è stata così denominata con il fine indicare la flessibilità e la continua innovazione propria della società, dotata di un network qualificato in grado di operante a 360° nel campo della consulenza direzionale.
Ecco le principali tematiche sulle quali agiamo attraverso i nostri specialisti, in funzione delle esigenze del cliente:
     § analisi, valorizzazione e studi di fattibilità nell’ambito del patrimonio (materiale ed immateriale) delle aziende
      § assistenza nelle operazioni aziendali (scorpori ed incorporazioni, transazioni, riorganizzazione societaria, riorganizzazione del debito e dei crediti), con particolare riferimento alla fattibilità, alla due diligence, all’ottimizzazione economico finanziaria e efiscale, alla cessione dei crediti/debiti
      §  assistenza “chiavi in mano” per la partecipazione a gare di appalto e la redazione di capitolati, nei settori:
  • opere pubbliche
  • formazione
  • servizi ad alto valore aggiunto
 §  progettazione, gestione ed erogazione della formazione per lo sviluppo organizzativo, eventualmente supportata da contenuti tecnici
      § consulenza per l’ottimizzazione della gestione aziendale, con particolare riferimento ai sistemi di gestione (qualità, sicurezza, ambiente, 231/01) ed alla riorganizzazione dei processi
§ con particolare riguardo alle prestazioni aventi carattere legale, consulenza ed assistenza nei campi del diritto civile, del diritto commericale e dell'impresa, del diritto amministrativo e del diritto penale
 

Servizi specifici per il Settore Real Estate: proprietari, gestori, sviluppatori

Servizi specifici per il Settore Real Estate: proprietari, gestori, sviluppatori - DEDALEA S.r.l. - Consulenza
I nostri servizi tecnico consulenziali per Operatori del settore immobiliare (proprietà, gestione, sviluppo) sono svolti su tutto il Territorio nazionale.
 
A           Analisi e valutazioni dei patrimoni immobiliari ai fini di:
§         formazione/verifica del bilancio, anche secondo i principi contabili internazionali;
§         politiche di ammortamento e fiscali;
§         operazioni societarie (acquisizioni, spin-off, fusioni, incorporazioni, conferimenti in natura).
A          Valutazione economica e “due diligences” (tecniche, legali, urbanistiche, ipocatastali) di patrimoni immobiliari.
A          Studi di fattibilità tecnico economica per operazioni su portafogli immobiliari (sviluppo, trasformazione).
A          Valutazioni ai fini delle coperture assicurative.
A          Assistenza e certificazioni tecniche ai fini della regolarizzazione dei patrimoni immobiliari:
§         verifica di conformità catastale e dichiarazione di conformità delle planimetrie catastali allo stato di fatto, ai sensi della L.122/10. Qualora si riscontrassero difformità, si procederebbe alle varie operazioni catastali.
§         attestato di certificazione energetica (c.d. ACE) per:
·         rogiti
·         contratti di locazione
·         richiesta agibilità dell’immobile
·         accesso alle detrazioni del 55% sul reddito IRPEF in caso di interventi volti alla riqualificazione energetica dell'edificio.
 
L’ACE è rilasciato da Professionisti abilitati nelle Regioni di interesse, in base a quanto previsto dall’art. 6 comma 1-bis, lettera c) del D.Lgs. 192/2005.

CONFERIMENTI IN NATURA ALLE SOCIETA' DI CAPITALI

Con il recente intervento normativo del Consiglio dei Ministri, viene modificato il DLgs 142/2008 recante disciplina sui conferimenti di beni in natura nel capitale delle società per azioni, con relativa riforma al codice civile.
 
La novità del nuovo decreto legislativo che si intende, in tale sede, sottolineare è la riscrittura del comma 2 dell’articolo 2343-ter del codice civile, ovvero la norma sulla valutazione del conferimento in natura, traendone il valore dal bilancio del soggetto conferente o determinandolo mediante una perizia di stima da parte di un esperto indipendente (non più nominato dal Tribunale).
 
Dalla novellata normativa di settore si evince che detta tecnica di valutazione del conferimento può essere utilizzata anche per i valori mobiliari e per gli strumenti del mercato monetario.
 
Stabilito dunque che i criteri di valutazione contemplati nel secondo comma dell'articolo 2343-ter del codice civile possono essere utilizzati qualunque sia l'oggetto del conferimento, la nuova norma reca la novità di non contenere più alcun riferimento al "valore equo", concetto che, nel testo previgente, il legislatore utilizzava sia nel caso in cui il valore del conferimento fosse da "prelevare" dal bilancio del soggetto conferente sia che fosse determinato da un esperto indipendente.
 
Al concetto di "valore equo" viene, quindi, sostituito il concetto di "fair value". La norma si riferisce, infatti, alla determinazione del valore del conferimento con riferimento al valore cui è iscritto l'asset oggetto di conferimento nel bilancio del soggetto conferente.
Si precisa, inoltre, che si deve trattare del bilancio «dell'esercizio precedente quello nel quale è effettuato il conferimento» e viene ribadita la previgente previsione: deve trattarsi di un bilancio “sottoposto a revisione legale” verso il quale la relazione del revisore «non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento.
 
Viene, inoltre, confermata la precedente linea di non richiedere una particolare qualifica per questo esperto (ad es., non si deve trattare di un revisore legale) in quanto la particolare natura dei beni da conferire può rendere indispensabile il coinvolgimento delle più varie professionalità.
 
Viceversa non viene specificato se debba trattarsi di una specifica perizia ad hoc oppure se si possa anche utilizzare una valutazione elaborata ad altro fine: la scelta del legislatore di tacere legittima la convinzione che si possa trattare anche di una perizia non appositamente redatta per il conferimento.

RIVALUTAZIONE DELLE QUOTE E DEI TERRENI CON SCONTO DI IMPOSTA

Ad inizio maggio, il Consiglio dei Ministri ha esaminato uno schema di decreto legge in materia di sviluppo, contenente un’importante disposizione fiscale, inerente la riapertura dei termini per la determinazione delle quote e dei terreni, con la possibilità di compensare l’imposta sostitutiva versata con la precedente rivalutazione.

L’art. 7 del citato decreto legge riapre il termine per la rivalutazione:
-         delle quote (di società non quotate in mercati regolamentati),
-         dei terreni (agricoli ed edificabili) di persone fisiche e società semplici,
relativamente ai beni posseduti alla data del 1° luglio 2011.
 
Il versamento dell’imposta sostitutiva deve avvenire entro il 30 giugno 2012 ed in pari data dovranno essere giurate le perizie di stima , da redigersi ed asseverarsi da professionisti, così come individuati dagli articoli 5 e 7 della Legge 488/2001. In tal modo si risolve il problema relativo al recupero dell’imposta sostitutiva in presenza di nuova rivalutazione dei terreni o quote già rivalutate.
 
L’asseverazione avviene mediante giuramento in Tribunale.
Per le sole partecipazioni societarie, la perizia può essere redatta anche successivamente alla loro cessione.
Viceversa, per i terreni, la redazione e l’asseverazione devono precedere la vendita, poiché quello di perizia costituisce il valore normale minimo di riferimento ai fini delle imposte dirette, di registro, ipotecarie e catastali.


CONSULENZA ED ASSISTENZA FISCALE ALLE IMPRESE
Le attività professionali che, sul piano fiscale, DEDALEA S.r.l. è in grado di rendere alle imprese, sono di seguito sintetizzate:
-         consulenza fiscale relativa a problemi in materia di imposte dirette e indirette;
-         consulenza legale relativa a questioni tributarie che possano rivestire valenza penalistica dell'organo amministrativo delle società;
-         consulenza legale e fiscale sulle questioni giuridiche connesse alla rilevazione contabile dei fatti di gestione ed alla problematica propria del bilancio;
-         consulenza fiscale relativa alla stesura di contratti commerciali stipulati dalle imprese;
-         assistenza nella verifica formale del bilancio e delle dichiarazioni fiscali predisposte dalle imprese;
-         rappresentanza della posizione e degli interessi fiscali dei contribuenti presso le amministrazioni e gli enti competenti ovvero presso rappresentanti e/o consulenti di questi;
-         assistenza in occasione di verifiche, ispezioni od accessi da parte di organi dell'amministrazione finanziaria;
-         pareristica relativa ad operazioni straordinarie ed, in ogni caso, non avente carattere ordinario;
-         assistenza fiscale nei contenziosi presso le commissioni tributarie e la Corte  di Cassazione, nonché assistenza pre contenziosa in presenza di accertamenti fiscali o processi verbali di constatazione emessi dagli uffici delle entrate o da altri organi deputati all'attività ispettiva nei confronti dei contribuenti.

L’ormai noto D.Lgs. 231/01 regolamenta la “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato”, introducendosi, per la prima volta nel nostro ordinamento, la responsabilità amministrativa degli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica. In tale sede, detti enti possono essere ritenuti responsabili per alcuni illeciti commessi o tentati, nell’interesse o a vantaggio degli stessi, da esponenti dei vertici aziendali (soggetti in posizione“apicale”) e da coloro che sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi.
La responsabilità amministrativa degli enti è autonoma rispetto alla responsabilità penale della persona fisica che ha commesso il reato; non sostituisce, ma si aggiunge a quella personale dell’individuo che ha commesso il reato. Il Decreto prevede, in particolare, che la responsabilità dell’ente venga accertata nell’ambito di un processo penale, normalmente nell’ambito del medesimo procedimento relativo agli autori del reato presupposto.
Il D.Lgs. 231/2001 prevede, altresì, sanzioni, che vanno dal coinvolgimento del patrimonio degli enti che ne abbiano tratto un vantaggio, all’applicazione di una sanzione pecuniaria e, per i casi più gravi, a misure interdittive quali la sospensione o revoca di licenze e concessioni, il divieto di contrarre con la P.A., l'interdizione dall'esercizio dell'attività, l'esclusione o la revoca di finanziamenti e contributi, il divieto di pubblicizzare beni e servizi.
Nel corso della fase investigativa (quindi prima del giudizio), nei confronti delle società o enti indagati, possono essere adottate misure cautelari, volte a prevenire la ripetizione dell’illecito. Tali misure assumono particolare rilevanza in quanto si esplicano, di fatto, in sanzioni interdittive.
Ai sensi D.Lgs. n. 231/2001, la citata responsabilità è, tuttavia, esclusa se l’ente non risponde dell’eventuale reato commesso da parte dei soggetti ”in posizione apicale” o da parte dei soggetti sottoposti all’altrui direzione o vigilanza qualora siano ottemperate alcune previsioni indicate dallo stesso Decreto, tra cui l’adozione e l’efficace attuazione, prima della commissione del fatto, di modelli di organizzazione e di gestione idonei – in quanto rispondenti ad alcuni criteri previsti per legge – a prevenire i reati della specie di quello verificatosi e, altresì, si sia affidato il compito di vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento ad un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo.
La responsabilità dell’Ente è “automaticamente” presunta se quest’ultimo non disponga di un Modello di Gestione e Controllo anticrimine, mentre nell’ipotesi in cui sia dotato di tale strumento di governance è l’accusa che deve dimostrare che il sistema sia inidoneo o inefficace. In tal caso, per l’ente è più agevole difendersi, portando ad escludere la propria responsabilità qualora si sia dotata di un Modello e di una struttura di vigilanza interna adeguati, lasciando all’Inquirente l’onere di provare l’inadeguatezza dello stesso piuttosto che, in assenza del Modello, dover dimostrare la propria estraneità ai fatti addebitati.
L’adozione di un Modello Organizzativo di Controllo, oltre a svolgere una funzione preventiva, implica anche dei benefici per l’azienda derivanti dal perfezionamento dell’organizzazione interna e dall’ottimizzazione della suddivisione di competenze e responsabilità. La predisposizione del Modello risponde, anche e per altri versi, all’esigenza di adeguare le misure organizzative e gestionali all’attività concretamente svolta dall’ente/azienda ed al contesto nel quale essa opera. Partendo dall’esame della specifica realtà aziendale, il sistema va modellato in ragione delle peculiarità della singola impresa, affinché possa tradursi in un opportunità di reale tutela.
Per quanto fin qui detto, l’efficace attuazione del Decreto, comporta:
-         la redazione di Modelli idonei a prevenire reati ed essere efficacemente attuati;
-         la verifica periodica e l’eventuale modifica dello stesso quando sono scoperte significative violazioni delle prescrizioni ovvero quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività;
-         la previsione di sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel Modello.
Più in dettaglio, il contenuto essenziale dei Modelli organizzativi e gestionali, secondo il disposto normativo, deve essere strutturato in modo da:
a)     individuare l’ambito delle attività che possono dar luogo alla commissione dei reati contemplati dalla normativa;
b)     prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l’attuazione delle decisioni dell’ente in relazione ai reati da prevenire;
c)      individuare modalità di gestione e di spesa delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di reati;
d)     prevedere obblighi di informazione nei confronti dell’organismo deputato a vigilare sul funzionamento e sull’osservanza dei modelli;
e)     prevedere un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.
Proprio dal disposto letterale della richiamata previsione normativa si evince, pertanto, come i Modelli di organizzazione – nell’ottica di costituire valida ed efficace esimente all’insorgere della responsabilità "amministrativa" – devono comprendere:
a)     una puntuale valutazione della situazione aziendale ed analisi delle aree di rischi di impresa;
b)     la predisposizione di un Codice Etico di comportamento e la relativa approvazione da parte dell’Organo collegiale competente;
c)      la progettazione ed attuazione del Modello Organizzativo per la Prevenzione dei Reati, che preveda:
-         un organismo di vigilanza e controllo;
-         un sistema sanzionatorio interno;
d)     la formazione del personale a tutti i livelli;
e)     il costante monitoraggio per una corretta ed efficace applicazione del sistema di gestione.
A seguito dell’attuazione di un siffatto sistema, l’ente potrà trarre indubbi benefici. In particolare:
-         Benefici economici: evitare l’applicazione delle sanzioni pecuniarie ed interdittive;
-         Benefici aziendali: perfezionamento dell’organizzazione interna dell’ente, ottimizzando la suddivisione di competenze e responsabilità;
-         Benefici strategici: mancata iscrizione di sanzioni o di pendenze giudiziarie nei certificati pubblici che possono essere richiesti nell’ambito di rapporti commerciali e di pratiche amministrative e che possono, di conseguenza, essere discriminanti per l’accesso a gare d’appalto pubblico e non;
-         Benefici per Amministratori, Direttori Generali e Soci (per il patrimonio personale): con l’entrata in vigore del nuovo diritto societario, infatti, le ipotesi di azione di responsabilità sono state ampliate e, in determinate situazioni, intentabili dal singolo socio o dal singolo creditore sociale.
DEDALEA S.r.l. supporta le aziende che intendano attuare gli strumenti previsti dal D.Lgs. 231/01, a tutela dei propri organi societari dall’azione giudiziaria conseguente ad atti fraudolenti eventualmente commessi da appartenenti all’azienda.
In tale ambito, DEDALEA S.r.l. fornisce già oggi gli strumenti organizzativi idonei ad ottenere la certificazione del Modello, certificazione che diventerà necessaria, con l’approvazione del D.D.L. di modifica del D.Lgs. 231/01 (in itinere in Parlamento) che prevede, tra l’altro, l'inserimento nel Decreto di una nuova previsione normativa, che prevede la certificazione del modello preventivo. In caso di regolare certificazione di idoneità del modello preventivo, secondo modalità prestabilite,è esclusa la responsabilità dell'ente, con l’inapplicabilità immediata delle norme interdittive per le attività aziendali e per gli organi societari.

Come contattarci

Come contattarci - DEDALEA S.r.l. - Consulenza

Sede legale: via Palermo, 6/A - (00184) ROMA Ufficio tecnico: Via San Francesco di Sales, 88 - (00165) Roma Tel.: 06.6875230 Fax: 06.6875230 E-mail: info@dedalea.it